DANCEPROJECT FESTIVAL XIII ed. lunedì18 gennaio II appuntamento con la danzatrice e coreografa Marta Bevilacqua della compagnia Arearea di Udine” la danza contemporanea:quale linguaggio?”
Il tema del’incontro è rivolto al concetto e alla pratica della coreografia.
Che significa Coreografia?
Qual’è la differenza tra Coreografia, Drammaturgia e Regia?
Ci faremo aiutare dagli scritti di Aurell Milloss, Rudolf Laban, Alwin Nicolais e ci chiederemo se queste impostazioni sono ancora valide per il contemporaneo.
Contributi video e brevi azioni collettive renderanno l’appuntamento dinamico.

L’incontro del mese di febbraio sarà dedicato al concetto e alla resa del tempo.
Il tempo del gesto danzato e il tempo percepito nella rappresentazione della danza.
Quali sono state le declinazioni più interessanti nella storia della danza contemporanea? Contributi video e proposte concettuali.. Questi appuntamenti vogliono essere una serie di incontri dove i partecipanti possono dialogare con l’artista, ascoltare la sua interpretazione relativa al linguaggio della danza, vedere dei filmati, condividere impressioni, domande..La volta scorsa si è parlato di Pina Bausch, della visione del corpo nella nostra cultura e nella danza..
LA DANZA COME LINGUAGGIO
La danza appare, a una prima considerazione, inscritta nell’ambito delle manifestazioni umane svincolate dal dominio della lingua, libera di esprimere i propri contenuti senza doversi servire delle regole del linguaggio ordinario: un particolare modo di comunicare, magari ambiguo ed oscuro, e tuttavia capace di svegliare dimensioni che non appartengono strettamente alla natura del linguaggio verbale.
Se però non possiamo prescindere mai dalla intenzione comunicativa, e se la danza, come qualsiasi produzione umana, è da considerarsi in vista di un fine comunicativo, allora anch’essa non può non prevedere l’uso di un linguaggio condiviso.Infatti ogni segno acquisisce un senso determinato se incluso in un contesto semiotico comune, una scrittura condivisa e costruita attraverso una pratica sociale.
La “debolezza” del linguaggio della danza emerge quando ci si accorge che le sue espressioni non amano la catalogazione e non sottostanno alle regole della logica, quando ci di accorge che i suoi segni coinvolgono più intelligenze: musicale, spaziale, motoria…
Da qui la domanda: la danza significa qualcosa, vuol dire qualcosa? Qual è il suo linguaggio?